Buongiorno Anime...

In risposta ad un messaggio, per questo momento di dolore che l'Umanità tutta sta vivendo. Il fatto che ci sia di peggio, non ci deve impedire di viverci, almeno ogni tanto, un momento di sconforto. Ad ognuno di noi manca qualcosa, ad alcuni manca tanto, tantissimo, e credo sia sano viversi anche quel tipo di emozione. E questo non significa mancare di rispetto ai morti, ai malati e a tutte quelle categorie che stanno lavorando per aiutarci ad uscire da un incubo. Siamo umani e siamo fragili, siamo giganti con i piedi di argilla e ci stanno anche tristezza, lacrime e l'assenza di un quotidiano. Ma poi ci si asciuga gli occhi, si ringrazia per quello che si ha e si aspetta che passi la tempesta. Accettiamo la paura, la fragilità e la tristezza. La reale forza di un individuo è fatta soprattutto di accettazione. Buongiorno, Anime

A proposito di felicità. E leggo post tipo " Non ti sacrificare mai... ", come se la felicità fosse l'assenza di sacrificio. Io farei una distinzione. Non credo che il problema sia il sacrificio, io parlerei, invece, di annullamento, sudditanza, paura, perbenismo...ecco alcuni termini da associare all'infelicità, ma non il sacrificio. Sacrificare ha a che fare con il sacro, con il fare qualcosa di sacro. Sacrificare è lontano dall'assenza di felicità, è una forma altissima d'amore. Parliamo invece della paura del cambiamento, dell'assenza di coraggio, delle scelte di comodo...ecco, il contrario della felicità è tutta 'sta roba, e altro ancora. E da non confondere il sacrificio con l'incapacità al ribellarsi, perché quest'ultimo punto fa parte della paura. Insomma, per essere felici ci vuole una quantità inimmaginabile di coraggio, e quello che definiamo sacrificio, è l'errata interpretazione di un termine che, come spesso succede, usiamo a nostro uso e consumo solo per crearci qualche alibi. Buongiorno, Anime!

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Ho vissuto tutta la mia vita all'insegna della libertà, amandola in maniera totale ed assoluta, facendone il principio portante di tutta la mia esistenza, senza mai barattarla con nulla. Oggi mi ritrovo a vivere il limite ed il controllo, ma mi rendo anche conto di come la liberà sia una condizione dell'Anima, più che del corpo. E così aspetto, vivendo il qui ed ora, senza troppa progettualità, facendo piccoli passi, ma continuando a godere della mia libertà. La libertà di accettare il limite, ma per un bene più grande. Mi sveglio la mattina e mi organizzo la giornata. Cerco di non pensare al tempo che ho davanti, ai giorni che dovranno passare, e mi concentro sulla giornata, sul mio lavoro, sulla casa, sui cani. Ed ogni giorno che passa è un piccolo passo fatto. Non possiamo fare nulla, se non aspettare. Sono certa che questo momento abbia una sua funzione, così come sono certa che, alla fine di tutto, questo dolore ci lascerà migliori di come ci aveva trovati, o almeno lo spero. Perché, peggio di un dolore, c'è solo lo spreco di quello stesso dolore. Non possiamo fare nulla, se non aspettare. Accettiamo l'attesa, ringraziando il Cielo di avere ancora tempo per aspettare.

E' il momento dell'essenziale. Regge botta chi è abituato al poco, chi non ha mai avuto pretese, chi non deve strafare, e nemmeno ostentare, chi sorride di un nonnulla, chi gioisce della semplicità. A poco serve il macchinone, ed anche l'accessorio firmato. Ora tocca stare a casa, ora si torna all'essenziale. Ora ci si misura con i bilanci personali, con la realtà dei rapporti umani. O si è troppo vicini, o si è troppo lontani...in ogni caso sono eccessi, ed agli eccessi possono sopravvivere solo rapporti ben radicati, rapporti di reale amore. E regge botta chi ha costruito qualcosa di solido, qualcosa che vada ben oltre l'apparenza. Ora è il momento di "qualcosa che vale". Tutto il resto, quello che fino a ieri ci sembrava indispensabile, oggi vale nulla. La ricchezza nell'essenziale, ecco il grande insegnamento di questo momento. Buongiorno, Anime!

In risposta ad un messaggio. L'astrologia non è un anestetizzante, non evita un dolore Se un'esperienza dolorosa è sul nostro cammino, quell'esperienza andrà vissuta e non ci sarà modo di sfuggirle, l'esperienza ci raggiungerà ovunque L'astrologia aiuta a comprendere quell'esperienza, a viverla senza sentirsi agnelli sacrificali, ne spiega l'utilità e ne descrive i tempi. Perché ogni dolore è un insegnamento prezioso L'astrologia è consapevolezza. Buongiorno, Anime!

Federica Giannini
Federica Giannini

Esiste, in questo sistema di sciagurata new age, la convinzione che fare un percorso spirituale renda buoni e gentili. Ma nulla di tutto ciò, anzi. Si consapevolizza il dolore, si guardano in faccia i mostri personali e si diventa diretti, chiari, lucidi, spietati. E si fa ordine, si pretende ordine. Si rimettono le cose al proprio posto, si fanno saltare schemi ed equilibri. Perché fare un percorso spirituale significa fare un gran casino. E' Ulisse che torna ad Itaca e fa una strage. Non si è simpatici quando si è consapevoli, non si è buoni e nemmeno fintamente gentili. Perché la consapevolezza non ha paura, non prevede aggiustamenti... Perché la strada della consapevolezza è lastricata di vaffanculo. Perché la consapevolezza pretende rispetto, amor proprio, dignità, giustizia e poi, solo in un secondo momento, solo quando si saranno ristabiliti i giusti ordini... Solo allora sarà possibile andare oltre.

Buongiorno, Anime!

Quand'ero piccola, a causa del conflittuale rapporto con mio padre, mi sentivo dire "perché non lo sai prendere...". Come se tra i compiti di una bambina ci fosse anche quello di "saper prendere" il proprio padre. Poi sono cresciuta e mia madre ripeteva che "gli uomini bisogna saperseli tenere". Nel frattempo la mia nonna paterna, giustificando il suo cesto di corna, diceva: "E' perché il mi' marito piaceva". Poi sono cresciuta ancora, ma la faccenda non é cambiata di molto. Ogni volta il discorso era una cosa tipo "ma tu non lo provocare, lascialo parlare. Attenta a come ti comporti, non ridere troppo, non parlare con troppi uomini... Lo sai che a lui da fastidio, tu non lo provocare". Poi sono arrivata a 54 anni e mi sono fatta un'idea mia. Un padre non va mai saputo prendere, dovrebbe essere il padre, in qualità di adulto, a fare lo sforzo di comprendere, e magari anche amare, una bambina. Gli uomini, come qualsiasi essere senziente, non te li devi saper tenere. Non é una prova di forza o un gioco di strategie: una persona ci dovrebbe rimanere accanto, nel bene e nel male, per amore, per la gioia di esserci. Sapersi tenere un uomo non é un traguardo: agli uomini basta veramente poco per rimanere e, a tal proposito, sono interessanti le statistiche che indicano quanto, nelle separazioni, siano quasi sempre le donne a decidere. Le corna sono corna ed é inutile inventarsi storie. Non ci sono uomini provocati. Ci sono maschi violenti e stronzi. E queste donne sempre a fare sforzi, educate ad una silenziosa e dignitosa sudditanza. Un sistema talmente tanto ben collaudato che, persino nel caso di violenze sessuali, botte ed uccisioni, le troie hanno provocato, sfruttato e poco compreso il maschio di turno. E comunque noi continuiamo a morire e nessuno fa nulla.

Buongiorno, Anime!

 

E mi sento spesso dire: "Vorrei incontrare un uomo, innamorarmi ed essere felice".

Ed é proprio questo il problema... La felicità non funziona così, ha veramente poco a che fare con l'incontrare un uomo.

Ma 'sta stronzata ce l'hanno ficcata in testa da quando eravamo piccole ed é difficile vedere altro.

Per secoli la donna é stata considerata l'appendice dell'uomo ed ora é complicato smantellare convinzioni così radicate... Ma 'sto smantellamento é l'unica strada percorribile.

Perché la felicità si costruisce, giorno dopo giorno.

E' figlia di un'indipendenza emotiva, oltre che economica.

La felicità é fatta di passioni, di interessi, di scelte coraggiose e controcorrente.

Perché lei conosce la solitudine, i silenzi... E' fatta di dichiarati "no" e di urlati "vaffanculo".

E non dipende dalla presenza o dall'assenza di un uomo... Quello é il bisogno, non confondiamo le due cose.

La felicità é qualcosa che cammina con le proprie gambe, che prescinde dalla presenza di altri... E' una condizione dell'Anima. Il mondo é pieno di disgraziati che, spinti dai reciproci bisogni, fanno finta di amarsi... Ma si può fingere tutto, tutto tranne la felicità.

Allora, non aspirate ad incontrare un uomo, aspirate ad incontrare la parte più bella di voi, la vostra felicità personale, qualcosa che nessuno potrà mai togliervi... E solo a quel punto potrete incontrare un uomo degno di essere considerato tale. Diversamente incontrerete un altro bisogno, simile al vostro... E sarà un'immensa tristezza.

Buongiorno, Anime!