Federica Giannini

Allo stesso modo in cui

nel giorno in cui nascesti

il sole si offrì

al saluto dei pianeti

Così in seguito crescesti

In base alla legge di quell'ora

Così deve essere,

sfuggire non puoi,

Già lo dissero profeti e sibille,

E nessun tempo e nessuna forza può spezzare la forma

già coniata

che vivendo si evolve"

 

 Goethe - Scritti Orfici

"Cosa ho fatto di male?"

Ecco la domanda che, molto spesso, mi viene posta da coloro che stanno attraversando un dolore, ecco il dolore vissuto come senso di colpa. Razionalizzare un disagio, espiare una colpa...

Chiedendo all'Astrologia con la convinzione che tutto dipenda da un errore commesso, da una decisione sbagliata presa in precedenza.

Ma non é sempre così e, in ogni caso, il punto non credo che sia questo. Siamo responsabili delle nostra vite, ma non sempre possiamo decidere cosa accogliere o cosa rifiutare lungo il nostro cammino.

Credo che l'errore di base (sempre che di errore si possa parlare), sia il non comprendere l'importanza del dolore.

Allora la domanda dovrebbe essere:

 

"Dove mi sta portando questo dolore?"

 

Il dolore segnala una trasformazione, una presa di coscienza, un cambiamento e l'Astrologia può farsi magnifico strumento per orientarsi.

Un passaggio di Saturno può essere estremamente doloroso ma, quello stesso passaggio, si rivelerà fondamentale per la nostra crescita. Ci sono malattie silenziose, subdole, asintomatiche, e sono le più pericolose. Non si avverte dolore, non si é consapevoli della malattia...e poi é troppo tardi. Il dolore é un campanello d'allarme, ci dice che qualcosa, nella nostra vita, non sta funzionando. Il dolore ci sveglia e ci tiene svegli, ci costringe a dare attenzione... Il dolore é un dono.

Perchè, se é vera la terza legge di Newton: "Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale...." é anche vero che la reazione, provocata da una nostra azione, può regalarci una consapevolezza che, fino a quel momento, non avevamo.

 

In poche parole: il dolore é un fatto, c'é ed é innegabile. A noi viene chiesto di decidere come vivercelo, se da protagonisti o da comparse. Se trasformarlo in qualcosa di costruttivo o, vestendolo di vittimismo, renderlo totalmente inutile. Nel secondo caso la sofferenza sarebbe fine a se stessa... Il peggior danno che si possa fare a noi stessi.

 

Buongiorno, Anime!